Cos’è il colpo di frusta?

Il colpo di frusta, definito anche whiplash, è una patologia del tratto cervicale della colonna, successiva a un improvviso stress meccanico di accelerazione-decelerazione (ed esempio, un tamponamento in auto). La forza improvvisa del colpo di frusta causa un’estrema flesso-estensione del collo, talvolta oltrepassandone il limite fisiologico di movimento, creando danni ai tessuti, rigidità e dolore. 

Cenni di anatomia

Il rachide cervicale è quel tratto della colonna vertebrale composto da 7 vertebre, indicate con la lettera “C” e un numero da 1 a 7 partendo dalla più alta: è compreso tra C1, chiamata anche atlante, alla C7, nota come vertebra prominente. È una zona estremamente delicata e importante perchè, oltre a proteggere strutture vitali come il midollo, dà supporto e mobilità al cranio. Tra le vertebre troviamo i dischi intervertebrali e originano 8 paia di nervi cervicali che transitano attraversi i fori intervertebrali. 

Cause del colpo di frusta

La maggior parte dei colpi di frusta sono successivi a una collisione, che causa un’improvvisa accelerazione seguita da una decelerazione: 

  • Incidenti d’auto 
  • Sport di contatto 
  • Traumi alla testa con oggetti pesanti 
  • Cadute in cui la testa scatta violentemente in avanti (come da cavallo) 
  • Abusi fisici (come essere scossi o presi a pugni) 

Sintomi

I disturbi tendono a presentarsi immediatamente dopo il trauma, ma possono comparire anche a distanza di ore o giorni. I principali sono: 

  • dolore cervicale 
  • cefalea 
  • riduzione dei movimenti 
  • contratture muscolari 
  • parestesie agli arti superiori 
  • alterazioni del controllo motorio e posturale 
  • disturbi alla vista 
  • vertigini 
  • acufeni 
  • affaticabilità 
  • disturbi del sonno 
  • disturbi cognitivi (ad esempio, disturbi della concentrazione) 
  • dolori associati alla masticazione 

Come si diagnostica un colpo di frusta

 

 I disturbi tendono a presentarsi immediatamente dopo il trauma, ma possono comparire anche a distanza di ore o giorni. I principali sono: 

  • dolore cervicale 
  • cefalea 
  • riduzione dei movimenti 
  • contratture muscolari 
  • parestesie agli arti superiori 
  • alterazioni del controllo motorio e posturale 
  • disturbi alla vista 
  • vertigini 
  • acufeni 
  • affaticabilità 
  • disturbi del sonno 
  • disturbi cognitivi (ad esempio, disturbi della concentrazione) 
  • dolori associati alla masticazione 

Qual è il decorso?

Il decorso del colpo di frusta è generalmente benigno, ma dalla fase acuta si può entrare in una fase cronica. Fattori predittivi per un rischio di cronicizzazione sono: 

  • livelli iniziali di disabilità elevati 
  • insorgenza immediata di mal di testa e cervicalgia 
  • dolore cervicale >5/10 sulla scala VAS 
  • precedenti problemi cervicali 
  • paura del movimento 
  • atteggiamento passivo 

In generale, il periodo critico sono le prime 3 settimane. Successivamente: 

  • il 50% dei pazienti recupera completamente in 3 mesi 
  • il 25% presenta dolore e disabilità di intensità lieve a 24 mesi dal trauma 
  • il 25% presenta dolore e disabilità di intensità severa a 24 mesi dal trauma 

Fra le possibili complicazioni, oltre al dolore persistente, si possono presentare: 

  • disturbi dell’equilibrio 
  • stress post traumatico 
  • paura del movimento 

Trattamento

Il trattamento del colpo di frusta ha come obiettivo il pieno recupero delle attività di vita quotidiana del paziente, in un tempo compatibile alla guarigione dei tessuti e alla ripresa della funzionalità del distretto. Oltre al riposo e all’uso di eventuale terapia farmacologica, la riabilitazione prevede più fasi: 

  • fase acuta, con tecniche manuali e terapie strumentali tese alla riduzione del dolore, dell’infiammazione e delle contratture muscolari 
  •  fase sub-acuta, alla terapie manuali e strumentali vengono associati esercizi mirati al recupero del movimento e del controllo motorio 
  • fase avanzata, oltre al rinforzo muscolare della zona interessata, il trattamento coinvolgerà altri distretti, come l’articolazione temporo-mandibolare, il cingolo scapolare e il rachide dorsale, per favorire un recupero globale 

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