Polo Salute Lucca | Artrosi Cervicale

Artrosi Cervicale

Cos’è l’artrosi cervicale?

L’artrosi cervicale è una patologia degenerativa che colpisce una o più articolazioni del tratto cervicale della colonna vertebrale, caratterizzata da alterazioni a carico della cartilagine e, nei casi più gravi, deformazioni ossea.

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Differenza tra artrosi e artrite

Artrosi e artrite vengono spesso confuse ma, pur essendo entrambe malattie reumatiche, sono patologie ben distinte.

  • L’artrosi è il disturbo più comune tra i pazienti reumatici, si calcola che in Italia ne soffra, circa il 12% della popolazione e il 50% delle persone con più di 60 anni. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva, che può colpire una o più articolazioni, più frequentemente quelle sottoposte al carico come anca, ginocchio, colonna vertebrale, mani. Non è una malattia infiammatoria ma è connessa all’usura delle cartilagini, per cui ne sono maggiormente colpiti gli uomini dopo i 40 anni e le donne sopra i 55 anni.
  •  L’artrite è invece una malattia infiammatoria di origine autoimmune che può colpire pazienti di ogni età, con origine degenerativa, settica, infiammatoria o metabolica. Si presenta con dolore, gonfiore, arrossamento e funzionalità limitata dell’articolazione colpita. Tra le artriti più comuni ritroviamo l’artrite reumatoide, l’artite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite e la vasculite.

Cause dell’artrosi cervicale

Attualmente, le cause dell’artrosi sono sconosciute, ma vi sono dei fattori di rischio che, singolarmente o in concomitanza, possono favorirne l’insorgenza:

  • Età
  • Ereditarietà
  • Malformazioni congenite
  • Traumi
  • Sovrappeso e obesità
  • Sovraccarico funzionale (lavoro/sport)
  • Presenza di altre malattie reumatiche o circolatorie

In particolare, nell’artrosi cervicale, sembrano avere un ruolo determinante posture quotidiane sbagliate reiterate nel tempo, attività fisica pesanti con interessamento del tratto cervicale (alzare oggetti dal peso eccessivo) e i traumi (colpo di frusta), oltre a problematiche della colonna vertebrale dorsale e lombare (scoliosi).

È possibile classificare l’artrosi in:

  • Primaria o idiopatica, causata da fattori genetici
  • Secondaria, successivamente a traumi o interventi
  • Localizzata, se colpisce una sola articolazione
  • Generalizzata, se coinvolge diverse articolazioni

Sintomi dell’artrosi cervicale

I sintomi più ricorrente dell’artrosi cervicale sono: dolore alla nuca e al collo, sensazione di rigidità, giramenti di testa, cefalea, difficoltà nel muovere la testa e percezione di rumori articolari durante i movimenti, tipo scricchiolii.

I problemi al tratto cervicale sono classificabili come:

  • Cervicalgia, se sono presenti dolore e limitazioni nel movimento del collo (torcicollo)
  • Cervico-brachialgia, se il dolore si irradia anche spalle, braccia o mani
  • Cervico-cefalici, se è presente un’infiammazione nel primo tratto cervicale con emicrania, sbandamenti e vista annebbiata
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Diagnosi

Durante la visita medica, lo specialista indagherà i sintomi e condurrà un esame fisico, prescrivendo, se necessario, accertamenti diagnostici.

Per la diagnosi e la stadiazione dell’artrosi ci si avvale delle radiografie, anche in più proiezioni, mentre per problemi ai tessuti molli, ernie e compressioni di radici nervose, si ricorre alla risonanza magnetica.

Artrosi cervicale e sintomi neurologici

Problematiche al tratto cervicale superiore, vista la vicinanza a centri nervosi, possono comportare disturbi neurologici quali:

  • Fastidio alla vista della luce (fotofobia)
  • Vertigini
  • Debolezza agli arti

In caso di cervico-brachialgia, a causa della compressione delle radici nei nervi spinali, oltre al dolore irradiato lungo l’arto superiore, possono presentarsi riduzione della forza e disturbi sensitivi (formicolii, scosse, intorpidimenti, perdite di sensibilità).

Artrosi cervicale e vertigini

Problematiche al tratto cervicale superiore, vista la vicinanza a centri nervosi, possono portare anche a vertigini, giramenti di testa e sbandamenti, specie nella fase immediatamente successiva al risveglio. Un corretto trattamento fisioterapico può aiutare a limitare il carico articolare sulle vertebre, riducendo quindi la compressione sulle strutture nervose, andando a stabilizzare la muscolatura specifica del tratto cervicale.

Artrosi cervicale e mal di testa

La cefalea cervicogenica è un mal di testa derivante da problematiche del tratto cervicale, che si manifesta con:

  • Dolore su un lato solo del collo
  • Dolore che parte dal collo e si irradia fino alla zona oculo-fronto-temporale
  • Dolore scatenato dal movimento del collo, dal mantenimento di posture anomale, dalla pressione in zona occipitale
  • Dolore a collo, spalla, braccio e riduzione del movimento dal lato interessato
  • Dolore continuo, non pulsante, di intensità e durata variabile
  • Eventuali sintomi associati (nausea, vomito, fotofobia, offuscamento della vista)

Può essere dovuta a traumi con instabilità vertebrale o a posture errate reiterate, attività fisica con interessamento degli arti superiori e artrosi cervicale, causanti contratture muscolari.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico per l’artrosi cervicale?

Il trattamento fisioterapico risulta essere efficace nella gestione del dolore da artrosi cervicale, riducendo l’intensità del dolore, aumentando il range di movimento cervicale e migliorando la qualità della vita. Si avvale di terapie fisiche strumentali (tecarterapia, laserterapia, elettroterapia antalgica..), manipolazioni, mobilizzazioni del tratto cervicale, esercizio terapeutico e trattamento posturale.

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Artrosi alla mano

Cos’è l’artrosi alla mano?

L’artrosi è una patologia articolare degenerativa caratterizzata da alterazioni a carico della cartilagine e, nei casi più gravi, deformazioni ossee, che colpisce una o più articolazioni della mano.

Si presenta con dolore sordo e limitazione funzionale, e colpisce più frequentemente persone con più di 55 anni, ma non ne sono esenti anche persone più giovani, specie in seguito a traumi o interventi chirurgici.

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Differenza tra Artrosi e Artrite

Artrosi e artrite vengono spesso confuse ma, pur essendo entrambe malattie reumatiche, sono patologie ben distinte.

  • L’artrosi è il disturbo più comune tra i pazienti reumatici, si calcola che in Italia ne soffra, circa il 12% della popolazione e il 50% delle persone con più di 60 anni. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva, che può colpire una o più articolazioni, più frequentemente quelle sottoposte al carico come anca, ginocchio, colonna vertebrale, mani. Non è una malattia infiammatoria ma è connessa all’usura delle cartilagini, per cui ne sono maggiormente colpiti gli uomini dopo i 40 anni e le donne sopra i 55 anni.
  •  L’artrite è invece una malattia infiammatoria di origine autoimmune che può colpire pazienti di ogni età, con origine degenerativa, settica, infiammatoria o metabolica. Si presenta con dolore, gonfiore, arrossamento e funzionalità limitata dell’articolazione colpita. Tra le artriti più comuni ritroviamo l’artrite reumatoide, l’artite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite e la vasculite.

Cenni di anatomia della mano

La mano è una struttura anatomica complessa costituita da muscoli, tendini, legamenti e 27 ossa, che permette di effettuare movimenti quotidiani fondamentali come la prensione. È suddivisibile in 3 aree:

  • Carpo: è la base ossea della mano, 8 ossa disposte su una doppia fila
  • Metacarpo: 5 ossa lunghe delle quali distinguiamo una base, un corpo centrale e una testa che si articola con la falange prossimale.
  • Falangi: lo scheletro di ogni dito è composto da 3 falangi, ad eccezione del pollice che ne possiede solo 2.

La funzionalità della mano è assicurata dalla muscolatura intrinseca (muscoli che risiedono totalmente nella mano) ed estrinseca (muscoli localizzati nell’avambraccio e connessi allo scheletro della mano attraverso tendini), mentre l’innervazione è assicurata dal nervo mediano, dal nervo radiale e dal nervo ulnare.

 

Quali sono le articolazioni della mano più a rischio

Le articolazioni maggiormente a rischio di artrosi sono quelle più sovraccaricate dai movimenti quotidiani, dotate di maggiore libertà di movimento e minor stabilità:

  • articolazione trapezio-metacarpica
  • articolazioni metacarpo-falangee
  • articolazioni interfalangee prossimali e distali
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Rizoartrosi

La rizoartrosi, o artrosi del pollice, è una degenerazione artrosica che colpisce l’articolazione trapezio-metacarpale, responsabile di movimenti fondamentali come aprire un barattolo o prendere un oggetto. Colpisce principalmente persone in età avanzata, di sesso femminile, che presentano in anamnesi un lavoro manuale usurante. I sintomi principali sono:

  • dolore e indolenzimento alla base del pollice
  • gonfiore
  • rigidità articolare
  • difficoltà nei movimenti di estensione, flessione, opposizione del pollice

 

Quali sono i sintomi dell’artrosi alla mano

L’artrosi di una o più delle articolazioni che della mano, si manifesta clinicamente con:

  • dolore sordo
  • limitazione funzionale dei movimenti
  • rigidità mattutina
  • gonfiore e deformazioni articolari.

Diagnosi

Durante la visita medica, lo specialista indagherà i sintomi e condurrà un esame fisico, prescrivendo, se necessario, accertamenti diagnostici.

Per la diagnosi e la stadiazione dell’artrosi ci si avvale delle radiografie, anche in più proiezioni, mentre le ecografie articolari sono utili nella diagnosi precoce e nel monitoraggio dell’evoluzione.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico per l’artrosi alla mano

La fisioterapia per l’artrosi della mano prevede, come prima scelta, il trattamento conservativo. Tramite una combinazione di tecniche manuale, terapie strumentali (tecartecapia, laser ad alta potenza, ultrasuoni, elettroterapia antalgica) ed esercizi terapeutici, mira a ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità della mano.

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Artrosi alla spalla

Cos’è l’artrosi alla spalla?

L’artrosi della spalla è una patologia degenerativa caratterizzata da alterazioni a carico della cartilagine e, nei casi più gravi, deformazioni ossee, che colpisce l’articolazione gleno-omerale, acromion-claveare e sterno-claveare.

Si presenta con dolore sordo e limitazione funzionale, e colpisce più frequentemente persone con più di 55 anni, ma non ne sono esenti anche persone più giovani, specie in seguito a traumi o interventi chirurgici.

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Differenza tra Artrosi e Artrite

Artrosi e artrite vengono spesso confuse ma, pur essendo entrambe malattie reumatiche, sono patologie ben distinte.

  • L’artrosi è il disturbo più comune tra i pazienti reumatici, si calcola che in Italia ne soffra, circa il 12% della popolazione e il 50% delle persone con più di 60 anni. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva, che può colpire una o più articolazioni, più frequentemente quelle sottoposte al carico come anca, ginocchio, colonna vertebrale, mani. Non è una malattia infiammatoria ma è connessa all’usura delle cartilagini, per cui ne sono maggiormente colpiti gli uomini dopo i 40 anni e le donne sopra i 55 anni.
  •  L’artrite è invece una malattia infiammatoria di origine autoimmune che può colpire pazienti di ogni età, con origine degenerativa, settica, infiammatoria o metabolica. Si presenta con dolore, gonfiore, arrossamento e funzionalità limitata dell’articolazione colpita. Tra le artriti più comuni ritroviamo l’artrite reumatoide, l’artite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite e la vasculite.

Cenni di anatomia della spalla

L’articolazione della spalla collega l’arto superiore al torace e coinvolge la testa dell’omero, la scapola, la clavicola e lo sterno. Questi segmenti ossei, insieme a un gran numero di legamenti e muscoli dell’arto e del torace, costituiscono il complesso articolare di spalla, con 5 articolazioni che lavorano in modo sinergico:

  • la gleno-omerale
  • la acromion-clavicolare
  • la sterno-clavicolare
  • la scapolo-toracica
  • la sottodeltoidea

 

Quali sono i sintomi dell’artrosi alla spalla

L’artrosi di una o più delle articolazioni che compongono il complesso articolare di spalla, si manifesta clinicamente con:

  • dolore sordo
  • limitazione funzionale dei movimenti
  • rigidità mattutina
  • gonfiore
  • deformazioni articolari.
Polo Salute Lucca | Artrosi alla spalla

Diagnosi

Durante la visita medica, lo specialista indagherà i sintomi e condurrà un esame fisico, prescrivendo, se necessario, accertamenti diagnostici.

Per la diagnosi e la stadiazione dell’artrosi ci si avvale delle radiografie, anche in più proiezioni, mentre le ecografie articolari sono utili nella diagnosi precoce e nel monitoraggio dell’evoluzione.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico per l’artrosi alla spalla

La spalla artrosica può essere trattata attraverso un percorso conservativo o chirurgico, in base al livello di degenerazione dell’articolazione colpita.

Il trattamento conservativo mira a ridurre il dolore e l’infiammazione, avvalendosi di terapie manuali e strumentali combinate, e a recuperare la funzionalità quotidiana attraverso esercizi progressivi di rinforzo e mobilità.

La fisioterapia, grazie a una combinazione di terapie manuali, strumentali (laser, tecarterapia, ultrasuoni, magnetoterapia..) ed esercizio terapeutico da personalizzare in relazione alle esigenze e condizioni del paziente, permettere di rallentare il processo di degenerazione articolare.

In caso di artrosi avanzata può essere necessario un intervento chirurgico, mirato alla riparazione delle componenti muscolo-tendinee danneggiate o alla sostituzione dei capi ossei degenerati e il trattamento conservativo risulta di aiuto sia nella fase pre che post-operatoria.

La protesi per l’artrosi di spalla

Esistono diversi tipi di protesi di spalla:

  • Endoprotesi, in cui viene sostituita solo la testa dell’omero
  • Artroprotesi, in cui avviene la sostituzione sia della testa dell’omero che della glena, ovvero la porzione della scapola in cui l’omero si articola
  • Protesi di rivestimento, con copertura della testa dell’omero
  • Protesi inverse, dove la testa omerale ha una superficie concava e la glena convessa, contrariamente alla forma anatomica fisiologica
  • Protesi miste, con una sostituzione parziale dei capi articolari, o totale di uno e parziale dell’altro

La valutazione della protesi più adatta spetta al chirurgo ortopedico in base al singolo caso.

In cosa consiste la riabilitazione dopo la protesi di spalla?

La riabilitazione nei casi di protesi di spalla comincia prima dell’intervento chirurgico con delle sedute per rinforzare la muscolatura e l’apprendimento dei movimenti e comportamenti da tenere nel periodo post-operatorio.

Dopo l’intervento, il trattamento si concentrerà sulla riduzione del dolore, la stimolazione tissutale e il recupero della mobilità e funzionalità, attraverso l’integrazione di mobilizzazioni manuali, terapie strumentali ed esercizi.

È fondamentale che la riabilitazione post-operatoria venga effettuata da professionisti specializzati, seguendo i principi di gradualità dei carichi di lavoro e di rispetto del dolore, per assicurare il miglior recupero possibile e ridurre la possibilità di complicanze future.

Il percorso terapeutico ha una lunghezza variabile in base al singolo caso, e si suddivide in diverse fasi:

  • Riduzione del dolore e prevenzione delle complicanze
  • Recupero della mobilità e della propriocezione.
  • Rinforzo muscolare e ripresa della funzionalità
  • Recupero del gesto specifico o ritorno allo sport

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Artrosi all’anca

Cos’è l’artrosi all’anca?

Con il termine coxartrosi, o artrosi dell’anca, ci si riferisce a una patologia degenerativa che colpisce l’articolazione, caratterizzata da alterazioni a carico della cartilagine e, nei casi più gravi, deformazioni ossee.

Si presenta con dolore sordo e limitazione funzionale, e colpisce più frequentemente persone con più di 55 anni, ma non ne sono esenti anche persone più giovani, specie in seguito a traumi o interventi chirurgici.

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Differenza tra Artrosi e Artrite

Artrosi e artrite vengono spesso confuse ma, pur essendo entrambe malattie reumatiche, sono patologie ben distinte.

  • L’artrosi è il disturbo più comune tra i pazienti reumatici, si calcola che in Italia ne soffra, circa il 12% della popolazione e il 50% delle persone con più di 60 anni. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva, che può colpire una o più articolazioni, più frequentemente quelle sottoposte al carico come anca, ginocchio, colonna vertebrale, mani. Non è una malattia infiammatoria ma è connessa all’usura delle cartilagini, per cui ne sono maggiormente colpiti gli uomini dopo i 40 anni e le donne sopra i 55 anni.
  •  L’artrite è invece una malattia infiammatoria di origine autoimmune che può colpire pazienti di ogni età, con origine degenerativa, settica, infiammatoria o metabolica. Si presenta con dolore, gonfiore, arrossamento e funzionalità limitata dell’articolazione colpita. Tra le artriti più comuni ritroviamo l’artrite reumatoide, l’artite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite e la vasculite.

Cenni di anatomia all’anca

L’anca è la regione del corpo che collega l’arto inferiore al bacino, detta anche articolazione coxofemorale, ed è costituita dall’acetabolo, un incavo dell’osso iliaco, e dalla testa del femore, entrambi rivestiti e protetti da uno strato di cartilagine.

L’articolazione è ricoperta da membrana sinoviale e rivestita da una capsula articolare, e la frizione ossea è ridotta dal liquido sinoviale, un lubrificante articolare. La stabilizzazione dinamica è assicurata da diversi legamenti e muscoli, che permettono una gran varietà di movimenti.

 

Cause e classificazioni dell’artrosi all’anca

Attualmente, le cause dell’artrosi sono sconosciute, ma vi sono dei fattori di rischio che, singolarmente o in concomitanza, possono favorirne l’insorgenza:

  • Età
  • Ereditarietà
  •  Malformazioni congenite
  • Traumi
  • Sovrappeso e obesità
  • Sovraccarico funzionale (lavoro/sport)
  • Presenza di altre malattie reumatiche o circolatorie

È possibile classificare l’artrosi in:

  • Primaria o idiopatica, causata da fattori genetici
  • Secondaria, successivamente a traumi o interventi
  • Localizzata, se colpisce una sola articolazione
  • Generalizzata, se coinvolge diverse articolazioni
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Quali sono i sintomi dell’artrosi all’anca

La coxartrosi si manifesta clinicamente con dolore sordo, limitazione funzionale della zona interessata, rigidità mattutina, gonfiore e deformazioni articolari.

Diagnosi

Durante la visita medica, lo specialista indagherà i sintomi e condurrà un esame fisico, prescrivendo, se necessario, accertamenti diagnostici.

Per la diagnosi e la stadiazione dell’artrosi ci si avvale delle radiografie, anche in più proiezioni, mentre le ecografie articolari sono utili nella diagnosi precoce e nel monitoraggio dell’evoluzione.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico per l’artrosi all’anca

La fisioterapia, grazie a una combinazione di terapie manuali, strumentali (laser, tecarterapia, ultrasuoni, magnetoterapia..) ed esercizio terapeutico da personalizzare in relazione alle esigenze e condizioni del paziente, permettere di rallentare il processo di degenerazione articolare.

Il trattamento conservativo mira a ridurre il dolore e l’infiammazione, avvalendosi di terapie manuali e strumentali combinate, e a recuperare la funzionalità quotidiana attraverso esercizi progressivi di rinforzo e mobilità.

Inoltre, si può avvalere di un intervento multidisciplinare che comprenda la terapia medica con farmaci analgesici, la riduzione del sovrappeso corporeo, la correzioni delle alterazioni metaboliche e l’adozione di ortesi e ausili.

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Artrosi al ginocchio

Cos’è l’artrosi al ginocchio?

Con il termine gonartrosi, o artrosi del ginocchio, ci si riferisce a una patologia degenerativa che colpisce l’articolazione, caratterizzata da alterazioni a carico della cartilagine e, nei casi più gravi, deformazioni ossee.

Si presenta con dolore sordo e limitazione funzionale, e colpisce più frequentemente persone con più di 55 anni, ma non ne sono esenti anche persone più giovani, specie in seguito a traumi o interventi chirurgici.

Polo Salute Lucca | Artrosi al ginocchio

Differenza tra Artrosi e Artrite

Artrosi e artrite vengono spesso confuse ma, pur essendo entrambe malattie reumatiche, sono patologie ben distinte.

  • L’artrosi è il disturbo più comune tra i pazienti reumatici, si calcola che in Italia ne soffra, circa il 12% della popolazione e il 50% delle persone con più di 60 anni. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva, che può colpire una o più articolazioni, più frequentemente quelle sottoposte al carico come anca, ginocchio, colonna vertebrale, mani. Non è una malattia infiammatoria ma è connessa all’usura delle cartilagini, per cui ne sono maggiormente colpiti gli uomini dopo i 40 anni e le donne sopra i 55 anni.
  •  L’artrite è invece una malattia infiammatoria di origine autoimmune che può colpire pazienti di ogni età, con origine degenerativa, settica, infiammatoria o metabolica. Si presenta con dolore, gonfiore, arrossamento e funzionalità limitata dell’articolazione colpita. Tra le artriti più comuni ritroviamo l’artrite reumatoide, l’artite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, la spondilite e la vasculite.

Cenni di anatomia del ginocchio

  Il ginocchio è un’articolazione dell’arto inferiore che sostiene il peso del corpo e permette, attraverso il movimento di flesso-estensione, lo svolgimento di attività quotidiane come camminare, sedersi e correre.

È formato da femore, tibia e rotula: le prime due ossa costituiscono l’articolazione femoro-tibiale, mentre la rotula è posta anteriormente al femore, con cui compone l’articolazione femoro-rotulea. Sono presenti diversi legamenti che fungono da stabilizzatori dinamici durante i movimenti.

Tutte le superfici ossee sono ricoperte di cartilagine, dalla funzione protettiva, inoltre tra femore e tibia si trovano i menischi, due strutture fibrocartilaginee che hanno la funzione di ammortizzare e distribuire il carico, riducendo l’attrito e quindi l’usura delle cartilagini. Il ginocchio è inoltre rivestito internamente da una membrana sinoviale ed esternamente da una capsula articolare che secernono liquido sinoviale, un lubrificante per l’articolazione.

 

Cause e classificazioni dell’artrosi al ginocchio

Attualmente, le cause dell’artrosi sono sconosciute, ma vi sono dei fattori di rischio che, singolarmente o in concomitanza, possono favorirne l’insorgenza:

  • Età
  • Ereditarietà
  • Malformazioni congenite
  • Traumi
  • Sovrappeso e obesità
  • Sovraccarico funzionale (lavoro/sport)
  • Presenza di altre malattie reumatiche o circolatorie

 È possibile classificare l’artrosi in:

  • Primaria o idiopatica, causata da fattori genetici
  • Secondaria, successivamente a traumi o interventi
  • Localizzata, se colpisce una sola articolazione
  • Generalizzata, se coinvolge diverse articolazioni
Polo Salute Lucca | Artrosi al ginocchio

Quali sono i sintomi dell’artrosi al ginocchio

La gonartrosi si manifesta clinicamente con dolore sordo, limitazione funzionale della zona interessata, rigidità mattutina, gonfiore e deformazioni articolari.

Diagnosi

Durante la visita medica, lo specialista indagherà i sintomi e condurrà un esame fisico, prescrivendo, se necessario, accertamenti diagnostici.

Per la diagnosi e la stadiazione dell’artrosi ci si avvale delle radiografie, anche in più proiezioni, mentre le ecografie articolari sono utili nella diagnosi precoce e nel monitoraggio dell’evoluzione.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico per l’artrosi al ginocchio

La fisioterapia, grazie a una combinazione di terapie manuali, strumentali (laser, tecarterapia, ultrasuoni, magnetoterapia..) ed esercizio terapeutico da personalizzare in relazione alle esigenze e condizioni del paziente, permettere di rallentare il processo di degenerazione articolare.

Il trattamento conservativo mira a ridurre il dolore e l’infiammazione, avvalendosi di terapie manuali e strumentali combinate, e a recuperare la funzionalità quotidiana attraverso esercizi progressivi di rinforzo e mobilità.

Inoltre, si può avvalere di un intervento multidisciplinare che comprenda la terapia medica con farmaci analgesici, la riduzione del sovrappeso corporeo, la correzioni delle alterazioni metaboliche e l’adozione di ortesi e ausili.